Secondo l’ultimo report di CBRE Hotels Research, la crescita del RevPAR negli Stati Uniti si è sostanzialmente fermata nella prima metà del 2025. Un elemento chiave individuato dagli analisti: la proliferazione dei brand all’interno degli stessi gruppi alberghieri, che rischia di cannibalizzare domanda e margini.
Perché la proliferazione dei brand può essere un problema Negli ultimi anni le principali catene hanno moltiplicato i marchi per intercettare target sempre più specifici. L’idea, sulla carta, è offrire prodotti differenziati. Nella pratica:
- La segmentazione eccessiva crea confusione nei consumatori.
- I marchi finiscono per competere tra loro, soprattutto nei mercati saturi.
- Le spese di marketing aumentano senza un ritorno proporzionale.
CBRE segnala che la domanda complessiva cresce più lentamente rispetto alla capacità ricettiva introdotta dai nuovi brand, con effetti negativi sull’occupazione media e sulla redditività. Il parallelo con l’Italia Nel mercato italiano — pur con dinamiche diverse — iniziamo a vedere segnali simili:
- Gruppi internazionali che portano più marchi nella stessa città (Roma, Milano, Firenze).
- Strutture indipendenti che, per restare competitive, entrano in soft brand o collection, ma senza reale differenziazione.
- Rischio di diluire l’identità di destinazione quando l’offerta alberghiera diventa eccessivamente standardizzata e frammentata.

Cosa possono fare gli operatori
- Rafforzare il posizionamento: differenziare davvero l’esperienza, non solo il nome.
- Analizzare la domanda locale prima di introdurre nuovi marchi.
- Curare la relazione diretta col cliente per ridurre la dipendenza dal brand awareness globale.
- Integrare esperienze autentiche e legate al territorio: è l’unico antidoto alla standardizzazione.
Perché è un tema strategico Se la saturazione di brand continua, il rischio è duplice:
- Per i gruppi: crescita piatta nonostante investimenti ingenti.
- Per le destinazioni: perdita di autenticità e aumento della concorrenza interna.
Come dice un analista CBRE, “Il mercato non premia chi ha più nomi, ma chi sa offrire più valore.” Un monito valido in qualsiasi latitudine.
Quindi, prima di portare un nuovo marchio o affiliarsi a un brand, chiedersi sempre: serve davvero al cliente o serve solo al marketing?
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