Un terzo delle imprese dell’ospitalità nel Regno Unito sta operando in perdita. Questo è il dato allarmante emerso da uno studio congiunto di UKHospitality, British Institute of Innkeeping, British Beer & Pub Association e Hospitality Ulster.
🔻 Il quadro è critico:
- Il 63% ha ridotto l’orario di lavoro del personale per contenere i costi
- Il 60% ha tagliato posti di lavoro
- Il 76% ha aumentato i prezzi
- Oltre metà ha sospeso nuovi investimenti
Il governo britannico viene accusato di aver aggravato la situazione con l’aumento dei contributi previdenziali (NIC) e una riforma fiscale mai decollata. Intanto, chiudono ristoranti storici come il Paco Tapas a Bristol o l’Angel of Dartmouth, operativo da oltre 40 anni.
E in Italia? Bene i numeri, ma non il margine Nel nostro Paese, i dati di afflusso sono ottimi, ma il sistema resta fragile:
- +5,4% di arrivi internazionali nel primo trimestre 2024 rispetto al 2023 – fonte: ENIT
- Oltre 451 milioni di presenze totali nel 2023, superando i livelli pre-pandemia – fonte: ISTAT
- Crescita della spesa media per viaggiatore del +12,8% nel 2023, in particolare da USA, Germania e UK – fonte: Banca d’Italia
Eppure, il sentiment delle imprese turistiche è tiepido:
- il 58% degli operatori teme un calo dei margini nei prossimi mesi (fonte: Unioncamere-Isnart, aprile 2024)
- solo il 22% dichiara di voler investire in ampliamento o riqualificazione
- resta critica la situazione occupazionale: difficoltà di reperimento personale e crescita del turn-over
Tutto ciò avviene in un contesto di forte pressione fiscale, burocratica e regolamentare: basti pensare all’incredibile frammentazione normativa tra Regioni su temi come SCIA, tassa di soggiorno, classificazione alberghiera o limiti per gli affitti brevi.
Serve una visione comune Il caso britannico può essere un’anteprima di quello che accadrà in Italia se non si interviene in modo strutturale su tre assi fondamentali:
- Semplificazione delle regole per aprire e gestire imprese ricettive, a prescindere dalla forma giuridica
- Fiscalità equa e sostenibile, per evitare il paradosso di strutture professionali penalizzate rispetto agli host occasionali
- Investimenti mirati nel digitale, non come vetrina, ma come leva per l’efficienza e la redditività E come suggeriscono anche i dati di The Data Appeal Company, il tema della qualità dell’esperienza (non solo del prezzo) sarà centrale nel consolidare la domanda internazionale e la fidelizzazione.
💡 In sintesi L’hospitality UK è in sofferenza cronica, tra chiusure, rincari e licenziamenti. L’Italia continua a crescere nei flussi, ma perde margine e fiducia. La digitalizzazione, se ben progettata, può aiutare a ottimizzare costi e ricavi, ma senza una politica di sistema, il settore rischia di trovarsi nella stessa spirale del Regno Unito.
🎯 Se lavori nel turismo, è il momento giusto per chiederti: il tuo modello è davvero sostenibile nel lungo periodo?
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