Il corporate travel resta uno degli osservati speciali dell’industria turistica. Dopo la pandemia, il settore ha vissuto un periodo di forte rimbalzo, ma oggi i dati raccontano una realtà più sfumata, fatta di luci e ombre.
Outlook 2025: tra ripresa e prudenza
Secondo i dati condivisi da Hotel Dive, la domanda di viaggi d’affari sta mostrando segnali di stabilizzazione, ma con andamenti differenziati:
- Grandi aziende multinazionali continuano a contenere le spese, privilegiando eventi digitali o viaggi più brevi e meno frequenti.
- PMI e segmenti di nicchia mostrano invece maggiore vitalità, soprattutto in mercati domestici ed europei, dove la vicinanza geografica riduce tempi e costi.
- Eventi MICE (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions) restano un driver importante, anche se con numeri ancora inferiori al periodo pre-pandemia.
Il sentiment degli operatori resta quindi “mixed”: da un lato c’è la voglia di tornare a incontrarsi di persona, dall’altro permangono freni legati a costi, sostenibilità e nuove abitudini digitali.
Sostenibilità e “purpose”
Uno dei cambiamenti più strutturali riguarda la sostenibilità: sempre più aziende scelgono di ridurre i viaggi non strettamente necessari per contenere l’impatto ambientale. Secondo GBTA, oltre il 70% dei travel manager ha già introdotto policy che privilegiano il treno all’aereo per tratte sotto le tre ore e richiedono report sulle emissioni di CO₂.
Qui entra in gioco un concetto chiave: il purpose. I viaggi aziendali non scompaiono, ma devono dimostrare un valore tangibile, che giustifichi costi economici e ambientali.
Opportunità per hotel e destinazioni
Per gli hotel, il corporate travel resta un segmento strategico ma richiede un approccio diverso:
- Flessibilità tariffaria e contrattuale: le aziende cercano opzioni che si adattino a programmi in continuo mutamento.
- Spazi multifunzionali: le sale riunioni tradizionali lasciano spazio a venue ibride, adatte a piccoli meeting in presenza connessi a platee digitali.
- Servizi personalizzati: dall’integrazione tecnologica per videoconferenze all’offerta wellness pensata per viaggiatori business stressati.
Le destinazioni, dal canto loro, devono guardare al corporate travel come a un settore da ripensare, puntando sulla qualità dei servizi, sulla sostenibilità e sulla capacità di creare valore anche oltre la singola trasferta.
Italia: dove siamo?
In Italia, il corporate travel pesa ancora meno rispetto ad altri mercati europei, ma resta fondamentale per le città d’arte con forte vocazione MICE (Milano, Roma, Firenze, Bologna). Secondo ENIT, nel 2024 i flussi business hanno rappresentato circa il 15% del totale degli arrivi internazionali, con margini di crescita soprattutto nelle fiere e nei congressi di nuova generazione, e il 2025 pare già allineato. La sfida per il 2026 sarà attrarre eventi internazionali di alto profilo e, allo stesso tempo, rafforzare i servizi per le PMI italiane che viaggiano sul territorio.
Il corporate travel non tornerà più quello di prima, ma questo non significa declino: significa evoluzione. Il settore sta diventando più selettivo, sostenibile e orientato al valore. Per hotel e destinazioni, la chiave sarà anticipare i nuovi bisogni delle aziende e farsi trovare pronti con soluzioni innovative e flessibili.
Fonti:
- Deloitte, Corporate Travel Forecast
- GBTA – Global Business Travel Association, Business Travel Index Outlook 2024-2028
- ENIT, Rapporto annuale sul turismo 2024