Con un colpo di scena in piena estate, la Camera dei Rappresentanti USA ha approvato un pacchetto di riconciliazione di bilancio che riduce da 100 a 20 milioni di dollari i fondi federali destinati a Brand USA, l’ente responsabile della promozione turistica degli Stati Uniti a livello globale. Una decisione che, secondo il CEO Fred Dixon, “richiederà una significativa ricalibrazione delle nostre risorse e dei nostri programmi”. Non si escludono tagli a campagne, personale e azioni promozionali previste, compresa la nuova campagna “America the Beautiful”, appena presentata all’IPW di Chicago e pensata per rilanciare il turismo internazionale in vista di eventi epocali come America250 e la FIFA World Cup.
Perché questo taglio? Il provvedimento rientra in un piano più ampio per ridurre il deficit federale di oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, con l’eliminazione di oltre 1,4 miliardi in “spese ritenute non essenziali”.
Ma la scelta solleva molte perplessità, anche tra gli attori istituzionali:
"Non finanziare completamente Brand USA è un’occasione mancata, soprattutto mentre ci prepariamo a ospitare eventi storici" 📣 Geoff Freeman, CEO di U.S. Travel Association
Le conseguenze per il settore 🔻 Secondo Tourism Economics, il turismo internazionale verso gli USA è già in calo del 5,1% nel 2025, a fronte di una previsione di crescita dell’8,8%.
🔻 Le tensioni commerciali globali e l’aumento delle tariffe sui visti per non immigrati non aiutano.
🔻 Il rischio più grande? Che le destinazioni statunitensi perdano appeal e quote di mercato proprio mentre altre nazioni investono in modo aggressivo nella promozione turistica (vedi Canada, Francia, Spagna, Paesi Bassi…).
Il Canada resta una priorità Nonostante tutto, Brand USA ha appena concluso la sua serie Canada Connect 2025, con quasi 1.000 appuntamenti B2B in 5 città canadesi. “Il successo della serie rafforza il nostro impegno sul mercato canadese” – ha dichiarato Jackie Ennis, VP global trade development.
Cosa aspettarsi ora? Mentre si attende l’esito del processo di approvazione degli stanziamenti per l’anno fiscale 2026 in autunno, Brand USA continuerà le sue attività ma con risorse drasticamente ridotte.
Per chi lavora nel settore turistico, sia negli USA che nei mercati feeder, questa è una notizia da monitorare da vicino: influisce su campagne co-branded, programmi trade e supporto promozionale per le DMO.
Osservare, adattare, reagire. Il taglio a Brand USA è il segnale che anche il turismo inbound statunitense non è immune da logiche politiche interne. In un mondo dove l’intelligenza artificiale e la competizione tra destinazioni si fanno sempre più serrate, investire meno nella promozione internazionale è una scelta che può avere effetti duraturi.