Google ha annunciato il 27 agosto tre nuove funzioni per l’AI Mode di Search legate ai viaggi: il monitoraggio dei prezzi dei voli direttamente in chat, la visualizzazione del costo in punti o miglia per voli e hotel, e soprattutto la possibilità di completare la prenotazione di un hotel senza uscire dalla conversazione con l’AI, tramite un pulsante “Continua su Google” che porta al pagamento sicuro con Google Pay. È un passo che segna il momento in cui l’AI Mode smette di essere solo uno strumento di confronto e ricerca, e diventa un vero canale di prenotazione.

Cosa cambia davvero

La funzione più rilevante per il nostro settore è la terza. Quando un utente trova l’hotel che gli interessa, può chiedere direttamente all’AI Mode di completare la prenotazione: il sistema mostra le opzioni disponibili con recensioni e dettagli di confronto, e per gli hotel o le piattaforme partner compare l’opzione di continuare su Google, gestire il tipo di camera e politica di cancellazione, e pagare senza uscire dal flusso della conversazione. L’hotel o la piattaforma di prenotazione restano il vero venditore agli occhi della legge, e si occupano loro dell’assistenza clienti, Google fa da tramite nella conversazione e nel pagamento.

Chi c’è dentro, e chi resta fuori

Qui arriva il dato che considero più importante di tutto l’annuncio, e che Google elenca con grande chiarezza: i partner iniziali per la prenotazione di hotel tramite AI Mode sono Booking.com, Choice Hotels International, Expedia, Hilton, Hotels.com, IHG Hotels & Resorts, Marriott International, Priceline, Trip.com e Wyndham Hotels & Resorts. Sono, senza eccezioni, grandi catene internazionali o le più grandi OTA al mondo. Nessuna struttura indipendente, per quanto ben posizionata nei dati e nelle recensioni, può oggi comparire con quel pulsante di prenotazione diretta nell’AI Mode, semplicemente perché quell’integrazione tecnica e commerciale non è aperta a chi non ha già un accordo diretto con Google.

È una distinzione che avevo già toccato scrivendo delle commissioni Hilton e del vantaggio che le strutture indipendenti stanno guadagnando nei motori di risposta AI: quel vantaggio riguarda la fase di scoperta e raccomandazione, in cui un hotel indipendente, con dati coerenti e certificazioni reali, può competere alla pari con un grande marchio. Questo annuncio di Google mostra con chiarezza che esiste un secondo livello, quello della transazione vera e propria, in cui per ora contano solo gli accordi commerciali diretti, e lì la scala e il potere negoziale di una grande catena o di una grande OTA restano un vantaggio che nessuna cura dei dati può colmare da sola.

Il dettaglio che riguarda l’Italia, per ora

Va detto con chiarezza che questa funzione, per il momento, riguarda solo gli Stati Uniti e la lingua inglese, con un’espansione progressiva prevista nelle prossime settimane. Anche le altre due funzioni, il monitoraggio dei prezzi dei voli e la visualizzazione di punti e miglia, sono esplicitamente escluse, in tutto o in parte, per gli utenti dello Spazio Economico Europeo, di cui l’Italia fa parte. Non è dato sapere con certezza se questa esclusione dipenda da vincoli normativi europei, ma è un’ipotesi ragionevole alla luce di quanto abbiamo visto riguardo all’AI Act e ai suoi obblighi di trasparenza sulle interazioni automatizzate con il consumatore. In ogni caso, per chi gestisce una struttura in Italia c’è oggi un margine di tempo reale prima che questa funzione arrivi anche da noi, ed è il momento giusto per prepararsi, non per subire il cambiamento quando sarà già arrivato.

Cosa fare, nel frattempo

Il punto pratico più utile, per una struttura indipendente italiana, è che due dei dieci partner iniziali di Google, Booking.com ed Expedia, sono le stesse OTA su cui la maggior parte di noi è già presente. Questo significa che, quando la funzione arriverà anche qui, una struttura indipendente elencata su quei canali potrebbe già comparire come prenotabile dentro l’AI Mode indirettamente, tramite l’intermediazione dell’OTA, anche senza avere un accordo diretto con Google. È un motivo in più, se ancora ce ne fosse bisogno, per curare con attenzione la qualità e la coerenza dei propri annunci su quei canali: nella nuova generazione di ricerca AI, un profilo poco curato su un’OTA non è più solo un problema di conversione diretta, diventa un problema anche per la propria visibilità nei nuovi canali di prenotazione assistiti dall’intelligenza artificiale.

Fonte originale: 3 new ways to plan and book travel in Search, Google

FAQ

Cosa cambia con la nuova funzione di prenotazione hotel nell’AI Mode di Google?

Gli utenti possono ora completare la prenotazione di un hotel direttamente dentro la conversazione con l’AI Mode di Google Search, pagando con Google Pay tramite il pulsante “Continua su Google”, senza uscire dal flusso della chat.

Quali hotel possono essere prenotati tramite l’AI Mode di Google?

Al lancio, solo dieci partner iniziali: Booking.com, Choice Hotels, Expedia, Hilton, Hotels.com, IHG, Marriott, Priceline, Trip.com e Wyndham, tutte grandi catene internazionali o grandi OTA, senza alcuna struttura indipendente inclusa direttamente.

Questa funzione è già disponibile in Italia?

No. Per ora è disponibile solo negli Stati Uniti in lingua inglese, con un’espansione prevista nelle prossime settimane, e alcune funzioni collegate sono esplicitamente escluse per gli utenti dello Spazio Economico Europeo, di cui l’Italia fa parte.